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IL PROGETTO

Cominciamo dall'inizio...

Umbriamoci nasce da una domanda apparentemente semplice: se tutti riconoscono che in Umbria si mangia bene, perché è così difficile raccontare in poche parole quale sia la sua cucina?

La nostra regione possiede prodotti straordinari, tradizioni antiche e una sorprendente varietà di cucine locali. Da un paese all'altro cambiano ricette, nomi, ingredienti e consuetudini. È una ricchezza enorme, ma proprio questa frammentazione ha talvolta reso più difficile riconoscere e raccontare una identità gastronomica umbra condivisa.

 

Da questa riflessione nasce Umbriamoci APS.

Un'associazione di promozione sociale che vuole contribuire a conoscere, custodire e diffondere la cultura gastronomica dell'Umbria, mettendola in relazione con i territori, i borghi, i prodotti, i mestieri e soprattutto con le persone che continuano a tramandarla.

Non vogliamo uniformare la cucina umbra.

Vogliamo fare esattamente il contrario.

Vogliamo che le tante identità locali continuino a vivere e, nello stesso tempo, provare a riconoscere ciò che può unirle dentro un racconto comune.

 

Dalla domanda alla Carta

 

Il primo passo è stato cercare i piatti capaci di raccontare l'Umbria oltre i confini del luogo nel quale sono nati.

È cominciato così un lavoro di ricerca, confronto e selezione su oltre cento preparazioni della tradizione regionale.

Abbiamo privilegiato piatti legati alla storia e alla tradizione, ai prodotti agroalimentari del territorio e a ingredienti sufficientemente disponibili da consentirne la preparazione e il racconto nelle diverse aree della regione.

Da questo lavoro è nata la Carta d'Identità Gastronomica dell'Umbria.

Non un disciplinare.

Non una classifica.

E nemmeno la pretesa di stabilire una volta per tutte cosa sia o non sia cucina umbra.

La Carta è un punto di partenza: una selezione di piatti attraverso i quali provare a raccontare una regione e, nello stesso tempo, uno strumento aperto al confronto, alla ricerca e alla possibilità di evolvere.

Perché un'identità gastronomica non viene decretata: si riconosce nel tempo, nelle cucine, nelle famiglie, nei ristoranti e nelle comunità.    

 

 

Una Carta che deve vivere

Per questo non ci interessa che la Carta rimanga semplicemente pubblicata su un sito.

Vogliamo farla viaggiare.

Nelle case, nei ristoranti, nelle strutture ricettive, nelle scuole, tra gli umbri che vivono lontano dalla propria terra e tra coloro che arrivano in Umbria e vogliono conoscerla anche attraverso la cucina.

È nata così la Cartolina della Carta, che raccoglie attraverso nomi e immagini i suoi piatti e può essere regalata, spedita, condivisa.

Chiunque può contribuire alla sua diffusione.

Un gesto piccolo, ma capace di portare con sé un piccolo pezzo d'Umbria.

 

 

 

Non soltanto piatti

Ma una cucina non è fatta soltanto di ricette.

Dietro un piatto ci sono persone, paesaggi, prodotti, gesti, parole, memorie e saperi che rischiano qualche volta di scomparire insieme alle generazioni che li hanno custoditi.

Per questo Umbriamoci vuole raccogliere e raccontare anche le storie della nostra terra.

Le testimonianze degli anziani, le tradizioni familiari, il lavoro degli artigiani, le produzioni agricole, i borghi e quei piccoli patrimoni immateriali che difficilmente trovano posto nelle guide ma che spiegano forse meglio di qualsiasi altra cosa chi siamo.

La cucina diventa così una porta attraverso la quale entrare in Umbria.

 

 

Un progetto aperto

 

La Carta non vuole essere immobile.

Vogliamo metterla alla prova, ascoltare altre voci, coinvolgere le nuove generazioni e continuare a interrogarci sulla nostra identità gastronomica.

Da questa idea nascono le iniziative che Umbriamoci sta progressivamente costruendo: il coinvolgimento dei Messaggeri della Carta, il confronto con studenti e giovani cuochi, la raccolta delle memorie del territorio e nuovi momenti di incontro e approfondimento.

E c'è anche un'ambizione più grande.

 

Verso un Festival della Cucina Umbra

Immaginiamo un giorno nel quale cucina, borghi, prodotti, artigianato e comunità possano incontrarsi dentro un unico grande racconto dell'Umbria.

Da qui nasce la prospettiva di lavorare alla costruzione di un Festival della Cucina Umbra, dei Borghi più Belli e dei Maestri Artigiani.

Non lo presentiamo come qualcosa che già esiste.

È un progetto da costruire.

Un possibile Festival diffuso, capace di muoversi tra luoghi diversi dell'Umbria e nel quale la cucina possa diventare il punto di partenza per incontrare paesaggi, saperi, mestieri e identità locali.

Un'ambizione che richiederà istituzioni, associazioni, imprese, scuole, territori e persone disposte a crederci e a costruirla insieme.

 

Dove vogliamo arrivare?

Forse non esiste un punto di arrivo.

Ci interessa piuttosto contribuire a fare una cosa molto semplice: rendere la cucina umbra più conosciuta, riconoscibile e raccontata, senza privarla delle differenze che costituiscono la sua ricchezza.

Far conoscere i suoi piatti.

Conservare le sue storie.

Ascoltare chi ne custodisce la memoria.

Coinvolgere chi dovrà portarla nel futuro.

E far sì che chiunque incontri la nostra regione possa scoprire che dietro un piatto umbro non c'è soltanto qualcosa di buono da mangiare.

C'è una terra da conoscere.

 

 

 


 

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